La storia della Scuola di Scienze

La Scuola di Scienze nasce dalla fusione, in seguito alla riforma del sistema universitario attuata nel 2012, della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e della Facoltà di Chimica Industriale dell’Università di Bologna.

La Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali ha origini antiche che risalgono alla Facoltà degli Artisti, istituita nel 1268 per raccogliere tutti i corsi dell'Università di Bologna diversi da quelli giuridici. L'insegnamento della Medicina e della Chirurgia preparò successivamente la strada per gli studi delle Scienze naturali e la ricerca di prodotti farmaceutici promosse gli studi sperimentali sulle piante e sui minerali. In seguito, nell’anno 1297 iniziarono i corsi di Astrologia che riguardavano sia le conoscenze astronomiche che quelle filosofiche della natura in senso più ampio.
L’avvento dell’Umanesimo caratterizzò una nuova fase storica nella quale la ricerca scientifica si affrancò da ogni legame teologico. La Filosofia naturale era parte dell'insegnamento della Filosofia, l'Astronomia fu associata alla Matematica e  i corsi trovarono sede nel palazzo dell'Archiginnasio.
La storia Naturale trovò poi  il suo rifondatore in Ulisse Aldrovandi che istituì nel 1568 l'Orto Botanico di Bologna. Si proseguì lungo questa tradizione nei secoli successivi ad opera di medici famosi e naturalisti illustri come Valsalva, Morgagni, Malpighi e Galvani. Anche la Matematica e l'Astronomia ebbero famosi docenti; ricordiamo fra questi Magini, Cavalieri e Montanari.
Un declino significativo degli studi scientifici caratterizzò invece il periodo successivo segnato del dominio pontificio.

Un certo rinnovamento caratterizzò il 18° secolo durante il quale Marsigli fondò l'Accademia delle Scienze, con sede in Palazzo Poggi, che doveva sia assolvere la funzione di  museo scientifico che operare come  istituzione di ricerca. Tale avvenimento agì da grande stimolo per l'antica università bolognese, tanto è vero che nel 1737 fu istituita per Jacopo Bartolomeo Beccari la prima cattedra di Chimica in Italia.

Le riforme napoleoniche portarono un ulteriore impulso alle istituzioni tecniche e scientifiche, l'intera Università fu trasferita dall'Archiginnasio a Palazzo Poggi ed il giardino botanico fu portato nella sede attuale.

Un decreto del 24 luglio 1798, costituì la Classe di Filosofia con le cattedre di Matematica (Elementare, Applicata, Sublime), Fisica (Teorica, Sperimentale), Storia naturale, Astronomia, Medicina e le Discipline umanistiche furono collocate in classi distinte.
Questa organizzazione rimase sostanzialmente immutata durante il ritorno dello Stato pontificio e nel 1862, al momento dell'unificazione dell'Italia, fu costituita la Classe di Matematica, successivamente denominata Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, che comprendeva dapprima i corsi di laurea in Matematica, Fisica e Scienze naturali, ai quali si aggiunsero in seguito quelli di Chimica, Scienze biologiche e Scienze geologiche.
Grande impulso allo sviluppo e ampliamento della facoltà fu dato negli ultimi decenni del secolo passato. Nel 1972 fu istituito il corso di laurea in Astronomia (esistente solo in un'altra città), nel 1988 si diede vita al corso di laurea in Scienze dell'informazione con sede a Cesena e quindi Informatica con sede a Bologna, nel 1989 fu la volta di Scienze ambientali (a Ravenna) e nel 1994 di quello in Biotecnologie, in collaborazione con altre facoltà.
Il Rettore Cappellini, geologo, all'epoca dell'ottavo centenario (1888) aveva promosso la costruzione di nuovi insediamenti intorno a porta S. Donato, dove ora sono ospitati i dipartimenti di Scienze Geologiche, Scienze Mineralogiche e Fisica, mentre negli anni trenta del secolo passato erano stati costruiti gli edifici che ospitano attualmente i corsi di laurea in Chimica e in  Biologia.
Successivamente, negli anni sessanta, fu edificato  il Dipartimento di Matematica e negli anni novanta sorsero i nuovi edifici per la Fisica, l’Astronomia e l’Informatica a Bologna, per Scienze dell'Informazione a Cesena e Scienze Ambientali a Ravenna. Nei vari Dipartimenti che facevano riferimento alla Facoltà di Scienze e che ora compongono la Scuola, oltre a  biblioteche ben fornite e regolarmente aggiornate, sono ospitati prestigiosi musei e preziose raccolte di strumenti storici che testimoniano la storia secolare della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

Di istituzione assai più recente è la Facoltà di Chimica Industriale dell'Università degli Studi di Bologna confluita nella stessa Scuola di Scienze. Essa fu inaugurata il 14 Gennaio 1922 con il nome di "R. Scuola Superiore di Chimica Industriale". Questa Scuola fu patrocinata da un comitato promotore costituitosi nel 1916, su proposta del prof. ing. Attilio Muggia, presidente della Società degli Ingegneri.

L'esigenza di istituire la Scuola di Chimica Industriale fu fortemente sentita per emancipare l'Italia dalla condizione di forte dipendenza dall'estero in fatto di prodotti industriali, nonché per favorire lo sviluppo di un'industria chimica italiana che fosse capace di sopperire al fabbisogno nazionale e diventasse competitiva in campo internazionale. La situazione di inferiorità in cui versava l'industria chimica italiana, rispetto a quella straniera e in particolare a quella tedesca, divenne palese al momento dello scoppio della prima guerra mondiale, quando furono interrotte numerose importazioni relative a prodotti di vari tipi di industrie: vetrarie, farmaceutiche, industrie dei coloranti, metallurgiche, industrie dei cementi, dei concimi, della carta, industrie agricole ed enologiche. Questa tipologia di industrie era certamente presente anche in Italia, ma esse erano sviluppate in modo insufficiente rispetto alle loro potenzialità e alle esigenze del paese.

L’obiettivo della nuova Scuola Superiore di Chimica Industriale  era quello di preparare una schiera di chimici esperti in grado di svolgere le attività a carattere applicativo proprie della lavorazione industriale e di colmare il vuoto di collaborazione che aveva sempre caratterizzato i rapporti fra scienza e industria. Particolare importanza fu data all'attività di laboratorio e alla possibilità di mantenere contatti tra la Scuola e le industrie, in modo che queste ultime godessero di un ricambio continuo di tecnici sempre più specializzati. Un particolare campo di ricerca fu quello relativo alla tecnica dei fermenti, per la quale si istituì uno speciale insegnamento.

La scelta di Bologna come sede della nuova Scuola Superiore di Chimica Industriale fu motivata dal fatto che la città si trovava al centro dell'Emilia, dove i bisogni di sviluppo scientifico applicato all'industria e all'agricoltura erano maggiori e, al contempo, era presente  un promettente contesto accademico.